Achilli: far crescere la cultura del rugby

Achilli: far crescere la cultura del rugby

AchilliCon la pausa dei campionati, la Tivoli Rugby tutta si è recata allo stadio “Olimpico” di Roma per sostenere l’Italia nella gara contro la Scozia. Non è andata bene agli azzurri, ma non mancheranno le occasioni per riscattarsi. Con lo stop agli incontri, abbiamo fatto il punto con l’allenatore dell’Under 18 Massimiliano Achilli.

Signor Achilli, un primo bilancio a questa stagione?

“Siamo alla terza giornata del ritorno e le note positive non mancano. Iniziamo a vedere i primi frutti del lavoro. Prima dell’inizio del campionato siamo stati costretti a fare una scelta, quella di puntare sulla disciplina e sul rispetto del gruppo. In questo modo abbiamo allontanato dei ragazzi che non riuscivano ad allinearsi, adottando una linea dura. Oggi possiamo dire di portare in alto il nome di Tivoli in giro per il Lazio”.

Il gruppo sta crescendo, avete anche messo paura a grandi squadre.

“E’ vero, veniamo da due sconfitte di misura contro il Viterbo ed il Rieti. Addirittura contro i reatini il risultato è rimasto in bilico fino alla fine, quando abbiamo subito gli unici cinque punti della gara. Ho ricevuto molti complimenti a fine gara dagli altri allenatori del girone. Il nostro obiettivo è quello di terminare al quinto posto la stagione, sarebbe un grande risultato”.

Tra i ragazzi chi merita una nota di elogio?

“Sicuramente Simone Botticelli, ruolo trequarti centro. La sua crescita fisica e mentale è sotto gli occhi di tutti. In generale tutto il gruppo dei ’97 si sta comportando benissimo e l’anno prossimo questa categoria potrà contare su elementi validi con alle spalle una stagione in più”.

Ringraziamenti particolari?

“Il mio grazie va a tutta la società della Tivoli Rugby e al presidente Maurizio Piervenanzi. Ho ricevuto un sostegno importante quando ho effettuato delle decisioni impopolari che potevano mettere a rischio tutta la stagione. Questa è una categoria particolare dove l’età spesso gioca brutti scherzi, altri allenatori sono in difficoltà perché continuano a perdere elementi in rosa. Noi abbiamo messo da parte l’aspetto tecnico per puntare alla crescita di un gruppo forte e con la cultura del rugby”.

(articolo pubblicato sul quindicinale XL inserto Sport)

 

AdminTivoliRugby2013

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